AstroPulse & buchi neri
primordiali
Titolo originale:
"Primordial
Black Holes"
Traduzione in italiano di
Bruno
Moretti Turri IK2WQA
Pubblicazione a cura di
SETI
ITALIA G. Cocconi
Hai
un computer? Partecipa con noi alla ricerca scientifica!
Un obiettivo di Astropulse è
scoprire
mini buchi neri che stanno evaporando a causa della
"radiazione
di Hawking".
Questi mini buchi neri si sarebbero formati durante il big bang,
diversamente dai
buchi
neri attualmente noti.
Cos'è un buco nero?
Quando una stella enorme finisce il combustibile, collassa e poi
esplode in una
supernova.
Quello che rimane è un massiccio ma relativamente piccolo
oggetto chiamato
buco
nero.
Per avere un'idea sulla densità di un buco nero:
il
Sole ha un raggio di 700.000 km. Un buco nero "pesa" tanto
quanto la massa del Sole stipata in un raggio di 3 km. Potendo riempire
una tipica lattina da bibita
(12
oz = 33 cl) con la materia del buco nero, la lattina
peserebbe 7 miliardi di tonnellate, pressocché tanto quanto
il peso dell'acqua del Lake Superior
(Lago Superiore).
Nota*
Forse il fatto più famoso sui buchi neri è
ciò che li rende
"neri":
a causa della forte gravità, nulla, neanche la luce,
può scappare dall'interno di un buco nero.
In altre parole la
velocità di fuga
da un buco nero è più grande della
velocità della luce.
Cos'è la velocità di fuga? È la
velocità alla quale devi lanciare qualche cosa per farla
scappare da un pianeta o da una stella.
(Trascurando l'attrito
dell'aria.) La velocità di fuga della Terra
è 11,2 km/s, approssimativamente 40.000 km/h.
Potendo andare in qualche modo dentro un buco nero, e lanciando un
lampo di flash fuori nello spazio, la luce non riuscirebbe a scappare,
precipiterebbe di nuovo nel buco nero. Quindi un buco nero non irradia
mai luce.
È questo che lo rende
"nero",
così non può essere visto al telescopio...
si mescola con il buio dello spazio intorno a lui.
Radiazione
di Hawking
... almeno, questo è ciò che gli scienziati
pensavano. Ma l'astrofisico Stephen Hawking formulò una
teoria per la quale i buchi neri irradierebbero un piccolo ammontare di
luce e materia nello spazio. Questo accade a causa di
particelle virtuali
che appaiono e scompaiono nel vacuum.
"Vacuum" (in latino: vuoto)
è la parola che gli scienziati usano per descrivere lo
spazio più vuoto possibile, senza particelle, polvere, gas,
luce o qualsiasi altra cosa. Ma risulta che anche un vacuum non
è veramente vuoto. Non contiene particelle ordinarie, ma
contiene particelle
"virtuali"
che appaiono dal nulla e poi scompaiono prima di avere
un'opportunità di andare dovunque o fare qualsiasi cosa. Le
particelle virtuali sono create a coppie: una particella virtuale
è fatta di materia
(es.
un elettrone), e l'altra di antimateria
(es. un positrone).
Secondo Stephen Hawking, è possibile per particelle virtuali
create fuori della superficie di un buco nero, che una delle due
particelle precipita nel buco nero e l'altra scappa. Questo processo
prende materia dal buco nero, e gli permette di andarsene sotto forma
di particelle che scappano.
Risulta che i buchi neri più piccoli irradiano
più dei grandi buchi neri. Un buco nero con la massa del
Sole irradierebbe un ammontare trascurabile di energia; ci vorrebbero 7
× 10
33 (7 con 33 zeri) di
tali buchi neri per uguagliare una lampadina da 60 watt. D'altra parte
un
"piccolo"
buco nero di un miliardo di tonnellate
(la massa della Grande Muraglia
Cinese) emetterebbe 300 milioni di watt. Col tempo, questa
radiazione causerebbe il restringersi del mini buco nero, e
più si restringe, più fortemente irradia. Dopo
miliardi di anni, finalmente irradierebbe via tutta la sua massa,
evaporando improvvisamente.
Noi
speriamo che questa evaporazione produca onde radio che Astropulse
possa scoprire.
L'evaporazione non creerebbe radio onde direttamente. Invece, creerebbe
una palla infuocata in espansione di altamente energetici raggi gamma e
particelle. Questa palla infuocata interagirebbe col campo magnetico
circostante generando onde radio.
Nascita di un buco nero
Da dove viene un mini buco nero? Nessun buco nero conosciuto
è piccolo.
Infatti, tutti i buchi neri noti si sono creati in uno dei seguenti due
modi.
In primis, possono derivare dal collasso dell'esplosione di supernova
di una grande stella. Una stella collassa molte volte nella sua vita,
ogni volta bruciando un nuovo genere di combustibile. Inizialmente, una
stella brucia idrogeno in una reazione di fusione nucleare,
trasformando l'idrogeno in elio. Il calore di questa reazione non
permette alla stella di crollare sotto il suo stesso peso. Quando
l'idrogeno è finito, la stella si contrae e diviene
più calda, finché fa caldo abbastanza per
bruciare l'elio. Ogni volta che la stella usa un nuovo genere di
combustibile, crolla ulteriormente finché può
bruciare il prossimo genere di combustibile. Quando la stella ha usato
tutto il suo combustibile, può finire come una stella nana
bianca, o può esplodere a supernova e finire come una stella
di neutroni o un buco nero. I buchi neri sono il risultato di processi
da 4 a 16 volte la massa solare.
In secundis, i grandi buchi neri possono essere il risultato di fusioni
di buchi neri più piccoli. Il buco nero al centro della Via
Lattea è di 4 milioni di masse solari. I buchi neri nelle
altre galassie possono essere molto più
massicci.
Questi processi lasciano spazio solamente alla creazione di buchi neri
di massa stellare o maggiore. Ma si è suggerito che piccoli
buchi neri si potrebbero essere creati all'inizio dell'universo,
durante il big bang. Se ciò fosse vero, è
probabile che alcuni di quei mini buchi neri stiano evaporando adesso!
Poichè sarebbero stati creati all'inizio dell'universo, sono
stati chiamati
buchi
neri primordiali, ed Astropulse tenta di scoprirli.
Nota* La densità di un buco
nero dipende da come si calcola il suo volume. Il calcolo della lattina
presume che il buco nero si estenda al suo orizzonte degli eventi, la
"superficie" alla quale la velocità di fuga uguaglia la
velocità della luce. È probabilmente meglio dire
che un buco nero è una singolarità, intendendo che la sua massa
è concentrata in un solo punto (di volume
zero) al
centro. Da questo punto di vista, la densità del buco nero
è infinita!
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ITALIA G. Cocconi
Copyright © 2008 University of California
Versione italiana Copyright © 2008 Bruno Moretti Turri
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